Intervista a Stefania Borri
Fondatrice di Happy School
1) Happy School è un asilo per cani: come e quando è nata questa realtà?
E’ nata nel 2013 da un’idea mia e di mio marito: insieme ci siamo inventati questa attività allora sconosciuta e, collaborando con le istituzioni, abbiamo creato le linee guida per realizzarla. A quei tempi io svolgevo un altro lavoro e mi chiedevo sempre perché il mio cane dovesse stare a casa da solo tutto il giorno. Così, data la mia grande passione per questi amici a quattro zampe, decidemmo di intraprendere questa avventura e realizzare noi ciò di cui avevamo bisogno: uno spazio sereno dove i cani potessero passare del tempo in compagnia, quando i loro padroni erano impegnati altrove. Con il tempo si è rivelata una scelta vincente, anche se all’inizio ha faticato ad ingranare perché le persone non sapevano cosa fosse questa nuova realtà. Successivamente, sia per un aumento esponenziale del numero dei cani, soprattutto dopo il covid, sia perché il mondo della cinofilia negli ultimi anni ha avuto un grande sviluppo, il nostro progetto ha avuto un grande successo.


2) Com’è organizzata la giornata nel vostro asilo? Quali attività svolgete per intrattenere i vostri ospiti?
Tra le otto e le nove del mattino c’è l’ingresso generale e da subito si inizia con il gioco. Verso le 10.30 iniziamo a portarli fuori, due alla volta, per far fare loro una bella passeggiata; questa attività ci impegna, con una media di 30 cani, circa un paio d’ore. Successivamente arriva il momento in cui diamo da mangiare ai cani che lo necessitano; per fare questo li dividiamo in due gruppi e chi deve magiare può farlo in tranquillità dentro una stanza separata. Segue un momento di pausa nel quale mettiamo una musica rilassante per farli riposare e, in questo lasso di tempo, anche noi mangiamo. Prima dell’uscita pomeridiana poi, a turno, li portiamo in palestra dove possono giocare e divertirsi. Alcuni preferiscono gestirsi autonomamente, giocando tra di loro; altri invece ci seguono in quello che organizziamo: esercizi di agility e ricerca olfattiva. Verso le 15.30 riprendiamo con le uscite pomeridiane per la passeggiata e i bisogni e poi concludiamo ancora con qualche gioco e un momento insieme in palestra.
3) E’ possibile scegliere formule diverse con orari diversi?
Si, non tutti fanno lo stesso orario, siamo molto elastici su questo. L’unico momento in cui chiediamo ai loro proprietari di non venire, è dopo il pasto, quando i cani riposano. In genere però i cani non rimangono tutto il giorno e chi viene la mattina è già tornato a casa, mentre chi fa il pomeriggio deve ancora arrivare.
4) Come valutate se un cane è adatto alla convivenza con gli altri?
Prima di accettare un cane in asilo facciamo un incontro conoscitivo con il proprietario e il suo cane, nel quale chiediamo se l’animale ha delle fobie, delle patologie; ci facciamo raccontare la sua storia e delineare il carattere. Successivamente facciamo un inserimento in asilo del cane di circa un’ora e vediamo come si relaziona con gli altri compagni. Durante questo periodo capiamo se il cane presenta delle fobie o degli aspetti come il non riuscire a comunicare, la poca socializzazione, l’aver paura delle persone, degli altri cani o degli spazi chiusi. Il nostro è un asilo totalmente al chiuso e le dinamiche cane-cane sono molto diverse rispetto a quelle che si possono verificare, per esempio, ai giardini. Per noi è importante capire se il cane, qualora non dovesse reggere la situazione, possa diventare aggressivo, ansioso o altro. Quando capita una situazione di questo tipo, sottoponiamo questa nostra valutazione al proprietario e cerchiamo di aiutarlo, grazie alla presenza di un educatore comportamentalista. Nel momento in cui il cane inizia un percorso rieducativo, si sospende l’ingresso in asilo; solo dopo che ha ultimato il percorso, gradualmente si procede al suo inserimento. Qui ci sono cani che vengono da tanti anni e ci sono delle dinamiche che vanno rispettate.
5) E’ mai capitato che alcuni cani non andassero d’accordo? Come gestite queste cose?
Si è capitato. L’importante è sempre prevenire: a volte capitano delle giornate nelle quali i cani sono più nervosi, magari c’è una femmina che è particolarmente contesa tra gli altri cani, o magari ci sono cani in adolescenza e così via. Il nostro compito è quello di osservare: i cani, prima di iniziare a litigare, mandano dei segnali e noi dobbiamo stare molto attenti a coglierli. Quando, ad esempio, vediamo che assumono certe posture, capiamo che dobbiamo intervenire. Se vediamo che alcuni cani non vanno d’accordo, cerchiamo di farli incontrare il meno possibile, di delimitare uno spazio per separarli, perché quando ci sono i momenti di concitazione, questi possono sfociare in litigi. Un momento in cui bisogna prestare attenzione è quando i loro proprietari stanno per venirli a prendere, perché tutti i cani sono in aspettativa e l’attesa crea in loro tensione.
6) C’è qualche aneddoto o storia in particolare che vorrebbe raccontarci?
Il nostro primo cliente è stato un golden retriever che si chiamava Oscar, un cane meraviglioso che è entrato qui da cucciolo, è cresciuto con noi ed io l’ho portato perfino a fare pet-therapy alla Casa di Riposo Giuseppe Verdi. A lui piaceva tantissimo il tapirulan; un giorno avevo lasciato dei croccantini sopra l’attrezzo vicino al pulsante di accensione e lui, sentendo l’odore del cibo, vi è salito sopra; nel tentativo di prendere i croccantini ha acceso la macchina e ha iniziato a camminarci sopra. Questa cosa lui l’aveva acquisita casualmente e, ogni volta che voleva, scendeva in palestra, accendeva il tapirulan e iniziava a camminarci sopra. Era la nostra mascotte: quando è mancato, per me è stato un dolore immenso.
7) Fate anche dei percorsi di formazione cinofila?
Facciamo una serie di incontri che noi chiamiamo complessivamente “Il patentino”, mirati a rendere consapevole il proprietario. Partiamo proprio dalla base, da quando si prende un cane: cosa si deve fare, come si viaggia insieme a lui in macchina, le vaccinazioni, l’approccio con i bambini, come giocare con lui e quali regole fargli rispettare; come si gira in città e come ci si comporta nell’area cani, l’incontro con gli altri amici a 4 zampe e così via. Tutto questo sia perché, quando si adotta un cane, ci si assume la grossa responsabilità di avere un “figlio piccolo” per tutta la vita, perché loro non diventano adulti e autonomi, come avviene per un bambino; sia perché, insieme a lui, ci dobbiamo continuamente rapportare con il mondo che ci circonda e anche con persone che non amano i cani e questo fatto va comunque rispettato.

Qui organizziamo anche degli incontri per i bambini proprio per insegnar loro come si interagisce con l’animale e come lo si rispetta, se il cane dorme per esempio bisogna lasciarlo riposare.
Tutto questo diventa anche un mezzo di aggregazione per tutti i proprietari di cani. Organizziamo anche feste, ad esempio per Halloween e per Natale e poi festeggiamo i compleanni dei nostri ospiti, preparando dolcetti adatti a loro.


